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DI NUOVO E AVANTI COSI'
Quando a luglio 2007 abbiamo lanciato Sprechilombardi.org temevamo che non sarebbe arrivata neppure una segnalazione. Invece...
Abbiamo informato (insieme a) tanti cittadini di tanti sprechi avvenuti nella pubblica amministrazione della nostra Regione: dal lounge presidenziale da 5 milioni di
euro al 31° piano del Pirelli al futuro Palazzo del Faraone che sorgerà sulle ceneri del Parco di Via Melchiorre Gioia a Milano, contratti dei consulenti ai soldi spesi
per rimpinguare la casse delle manifestazioni di CL e della Compagnia delle Opere (come se ne avessero bisogno), dalle multe per le infrazioni europee
(che pagheranno i contribuenti) alle infrastrutture inutili. Tante notizie e relative denunce lanciate da noi e da voi in rete e riprese da tanti blog, da affermati quotidiani, dai più autorevoli settimanali... Informazione che non ci sarebbe stata se non fosse partita da qui. Da un nostro o da un vostro click sul bottone "segnala uno spreco". E da qui dobbiamo ripartire e rilanciare. L'invito è sempre alla "delazione", ma la delazione democratica, fatta per resistere alle arroganze di una parte della burocrazia e delle istituzioni. Marcello Saponaro consigliere regionale dei Verdi http://www.marcellosaponaro.it/blog |
POLITICA DEL SOFTWARE
Un anno fa, giugno 2006, un folto gruppo di esperti, imprenditori e professionisti dell'Information Technology ha costituito un gruppo di lavoro sul software
nella pubblica amministrazione. La scelta del software libero e dei formati aperti nella Pubblica Amministrazione e' una questione politica.
In altre parole, la pubblica amministrazione impiegando il software libero dovrebbe e potrebbe risparmiare, favorire lo sviluppo di tecnologia e innovazione in Lombardia, favorire la competitività di se stessa e delle imprese. La Pubblica Amministrazione deve poter contare su un sistema informativo flessibile, in grado di poter comunicare con altri sistemi, facilmente riconfigurabile, in grado di recepire tecnologie eterogenee, di diversi fornitori e di sfruttare tecnologie emergenti e innovative. Inoltre, la PA deve essere "aperta" ai contribuenti consentendo l'accesso alle applicazioni di e-government attraverso una vasta scelta di piattaforme e tecnologie al fine di non imporre al pubblico un particolare sistema, un particolare software o un particolare produttore. La chiave per 'aprire' i sistemi informativi sono gli Open Standard (e i formati aperti) perchè mentre da una parte riducono le barriere per entrare nel mercato contemporaneamente forniscono ai cittadini ed agli utenti la più grande scelta e la possibilità di selezionare e di combinare la migliore tecnologia dai migliori fornitori per fare il lavoro migliore. Naturalmente, non essendo sempre disponibile un'alternativa 'aperta', la Pubblica Amministrazione deve insistere in modo pragmatico sull'adozione degli standard aperti. In sintesi, il software utilizzato nella Pubblica Amministrazione dovrebbe: - Assicurare flessibilità e l'interoperabilità - Evitare vincoli nei confronti di particolari produttori - Evitare di imporre decisioni tecnologiche ai contribuenti - Favorire l'efficacia economica - Assicurare l'accesso futuro all'informazione - Assicurare un terreno omogeneo per tutti - Massimizzare la libertà d'azione dell'utente finale Il "Tavolo di lavoro politica del software" ha prodotto un progetto di legge, sottoscritto da numerosi consiglieri regionali e presentato alla stampa lo scorso 22 maggio 2007. Sito del Tavolo di lavoro politica del software Intervista di Punto informatico a Marcello Saponaro |
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